Archive for month: February, 2016

ACCENNI / ALLUSIONS – Romina Bassu, Lounge

08 Feb
February 8, 2016

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Romina Bassu’s works exude ambiguity, they are inhabited by characters who often interact with each other. Although the figurative aspect amplifies the narrative element, the intention of the author is not to “tell” a story with a linear logic. She has indeed most likely the will to create a voltage without the need to create didactic content. Sometimes she hides a face or deletes a look, elements that distinguish and identify a person. These figures are described by Romina Bassu as a “logic of deprivation” she describe those details as erased by time, just like the images of an old movie that has lost sharpness. The painterly gesture to cover the appearance helps to break the formal rigor of a figurative abstraction, flooded combination that accentuates the dramatic aspect. The decision to make it look as if time had stopped 50 years is not just a side effect of the origin of the images. What interests the author of that period are definitely the stereotyped people. The historical distance allows you to more clearly interpret the characters of that time in their psychological stress and their collective behavior.

Romina Bassu nasce nel 1982 a Roma, dove vive  e lavora. Studia all’Accademia di Belle Arti di Roma e presso la Facultad de Bellas Artes di Sevilla. Nel 2004 inizia la sua collaborazione come assistente nello studio di Alberto di Fabio e in quello di Cristiano Pintaldi. Dopo alcuni anni si sposta a Londra dove inizia la serie “I’m stressed out” che si conclude a Berlino con una personale. Trasferitasi in Spagna dà inizio al progetto “Archivo anonimo”, che parte da una minuziosa ricerca di foto antiche che evocano il passato. Con i suoi lavori l’artista cerca di rendere il senso del tempo che scorre sugli esseri umani cancellandoli e trasformandoli in figure nostalgiche. In questa prospettiva crea una “mitologia individuale” nella quale tutti possono riconoscersi.

 

"Edipo" Acrylic on canvas, by Romina Bassu

“Edipo” Acrylic on canvas, by Romina Bassu 2015

 

Mostre personali

2015 Mnemosyne, MEB Arte Studio, Novara, Italia. (catalogo)

2014 Archivo anónimo, Galleria Manuel Alés, La Línea de la Concepción. Cadiz, Spagna.

2013 Archivo anónimo, Sala Rafaél Argelés, Fundación de Cultura José Luis Cano, Algeciras| Sala Rivadavia, Diputación de Cádiz , Spagna. (catalogo)

2010 I’m stressed out, Pantocrator Gallery, Berlino, Germania.

 

"Transfigurazione" Acrylic on canvas, by Romina Bassu 2015

“Transfigurazione” Acrylic on canvas, by Romina Bassu 2015

 

Mostre collettive

2015

ArtVerona 2015, Galleria Marcolini, Verona, Italia.

Una mostra di arte contemporanea, MEB Arte Studio, Borgomanero, Novara, Italia.

Group psychology (and the analysis of the ego), Galleria Marcolini, Forlì, Italia.

Paesaggi Contemporanei, MEB Arte Studio, Borgomanero, Novara, Italia.

A fil di spada, Studio Pivot, Accademia d’Armi Musumeci Greco, Roma. Italia.

Ritrovarsi, Festival Internazionale d’Arte Contemporanea, Quartiere dei marinai, Sciacca. Italia.

 

2014

Arte Contemporanea, Sottotitoli, MEB Arte Studio, Borgomanero, Novara. Italia.

Premio Internazionale Marche d’acqua Fabriano Watercolour, Museo della Carta e della filigrana, Fabriano; Museo della carta di Toscolano Maderno, Brescia, Italia. (catalogo)

 

2013

Art Project Vejer, Casa de la Cultura, Vejer de la Frontera, Spagna (catalogo)

Paradise Now, Extraspazio, Rome. Italia.

Textures collettiva, Palazzo Montevergine, Airola, Benevento. Italia.
Premio Combat
, Museo Civico G. Fattori ex Granai di Villa Mimbelli | Museo di Storia Naturale di Livorno. Italia. (catalogo)
Premio Internacional Fundació Barcelona Olímpica. Arte sobre papel
, Museu Olímpic i de l’Esport, Barcellona,Spagna. (catalogo)

Premio internazionale Bice Bugatti – Giovanni Segantini 2013, Sala Gio.I.A, Nova Milanese

Mailbox, Chance art gallery, Roma | Pescara; Undergallery, Milan. Italia. (catalogo)
Ars Visibilis, MECA Mediterráneo Centro Artístico, Museo de Almeria, Spagna.

Arte gira dreams, MECA Mediterráneo Centro Artístico, Facultad de Bellas Artes de Granada, Spagna. (Web)

No, lo siguiente, Nando Argüelles art projects, Sotogrande, Cádiz, Spagna.

 

2012

Sincronicidades, Espacio Continuo Gallery, Badajoz, Spagna.

Bienal Marítima, Casa de las Cuatro Torres, Cádiz, Spagna.
Fondo de galería, Nando Argüelles Art Project, Sotogrande, Cádiz, Spagna.

2010 Open Studio, 142-143, Berlino. Germania.

"Transfigurazione" Acrylic on canvas, by Romina Bassu

“Transfigurazione” Acrylic on canvas, by Romina Bassu

 

 

 

These artworks are for sale.

ACCENNI / ALLUSSIONS

Photo by Alberto Blasetti

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Relais Rione Ponte : +39 06 9357 6629

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ACCENNI / ALLUSIONS – Elisa Bertaglia Room #104

02 Feb
February 2, 2016

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Untitled (Bluedbirds 2)- Oil pastel on paper. 2015

Untitled (Bluedbirds 2)- Oil pastel on paper. 2015

 

ELISA BERTAGLIA. DIPINTI

GALERIE MZ DAL 20 MARZO AL 17 APRILE 2014

I lavori di Bertaglia sono spesso incorniciati, l’uno di fianco all’altro, organizzati per gruppi. Sebbene utilizzi la carta come veicolo d’immagini, l’artista definisce “quadri” le sue opere poiché risultano più determinate e condotte fino al termine rispetto a disegni, che in arte sono spesso solamente iniziati, restano anelanti e mai realmente completati. Infatti, è la tecnica complessa nel passare uno strato di carboncino, di matita, di olio di lino, di olio di papavero, stemperato con la trementina, a fare la differenza, a condurre alla spessa costruzione della composizione, insieme alle tematiche, in cui Elisa identifica il pieno realizzarsi dei suoi quadri.

Se si lascia il tempo necessario agli occhi perché l’opera possa dare il suo effetto, alla mente perviene una rielaborazione di grazia, sensibilità, interiorità. I dipinti risultano accomunati dalla ridotta scelta cromatica, data solo da lievi gradazioni di grigio, che risuona dalle superfici bianco-latte alle diverse sotto-note di grigio. La paletta cromatica dei grigi si fa più scura tendendo al grigio-nero senza mai tuttavia divenire opaca. Raramente, ecco esplodere scintillii di colori all’orizzonte attraverso spesse pennellate di blu, verde, rosso. Come una nebbia che sale, il colore avvolge i protagonisti esaltandone i contorni, in un modo tale che li rende isolati, fragili, non connessi, in nessun luogo. Per Elisa tutto ciò ha un significato preciso poiché vi conferisce quella stessa atmosfera del paesaggio in cui è vissuta, dove d’inverno una fitta nebbia predomina sulle cose materiali livellandone le differenze. Allo stesso modo il paesaggio diviene simbolico, decorato da volti mitologici. Simbolismo e sogno si uniscono a formare una nuova mitologia, resa chiaramente anche attraverso un “sotto”, o meglio, un “contro”- mondo, quello dell’inconscio, che simboleggia l’inversione del paesaggio, inscenata da un cielo “capovolto”.

Si osservi ora ciò che questa nebbia livellante contiene e si resterà in qualche modo sorpresi: continua a riapparire sempre lo stesso prototipo di ragazza, in costume da nuoto, immobile, ora siede, ora è rannicchiata o distesa. A volte la testa coperta da una cuffietta da nuoto oppure manca del tutto. In un caso la ragazza indossa addirittura una mascherina. Spesso invece il capo è coperto o completamente sostituito da una bestia dalla forma di serpente. La rigida immobilità, con le braccia tese in alto preganti, a volte aderisce strettamente alla terra, altre volte manca completamente un contatto col suolo, ma senza per questo volare. I movimenti non sono ampi, i piedi restano vicini uno all’altro, le braccia serrate sulla schiena.

Compare inoltre una seconda tipologia di ragazza: una giovane ragazza il cui corpo si tramuta in donna. Bertaglia ha messo in relazione ad una sorta di “metamorfosi” la serie di opere nate nel 2013, con ciò intendendo la loro tematica come il passaggio dall’infanzia all’età adulta, lo scambio da un’epoca all’altra della vita. La metamorfosi ci lascia vedere come un’innocente ragazza diventi una donna, in modo irreversibile, definitivo, e soprattutto senza nessuna azione volontaria da parte sua. L’ispirazione di questo principio del passaggio proviene dalle celebri Metamorfosi di Ovidio, che ha trattato il tema in svariate maniere. Eppure, diversamente da Ovidio, la nostra autrice non sviluppa una narrazione, un racconto o un percorso di lettura del quadro. Non vuole imporsi all’osservatore dettandogli l’interpretazione dell’opera, come lei stessa esprime. Lo scopo non è né interpretazione né significazione, bensì suscitare un’atmosfera estetica enigmatica, aperta a molteplici letture interpretative.

A ciò corrisponde la funzione del paesaggio, spiegata attraverso il suo carattere onirico e simbolico, i cui componenti non vengono descritti concretamente, non devono e non possono venire definiti. Ciò permette all’artista di costruire un mondo mistico, ricco di significati nascosti.

La testa è la parte più importante del corpo, senza di essa non è possibile alcuna vita. Noi identifichiamo e distinguiamo una persona per lo più dal viso e dall’aspetto. Letteralmente essere senza testa per Elisa Bertaglia equivale ad una mancanza nella propria identità, uno stato di crisi, che provoca confusione e disorientamento, e allo stesso tempo impone la necessità di raggiungere la consapevolezza e la reale percezione della propria personalità. Il passaggio da un’epoca all’altra della vita non si può né fermare né superare o governare. Esso arriva e noi non sappiamo cosa succederà, per questo motivo l’artista evita una localizzazione spazio temporale attraverso il suo paesaggio mitologico esteriormente non collegabile ad alcuna forma reale, tale che nei suoi quadri si possa rispecchiare questo stato intermedio che destabilizza profondamente lo spettatore.

Un ulteriore importante aspetto è costituito dalla costante presenza degli animali: aironi, lupi, serpenti. Alcuni provengono dai luoghi in cui l’artista vive, tra i territori e le rive del fiume Po, altri provengono invece dalla sua immaginazione. In tutti loro Elisa vede una sorta di alter-ego, che impersona gli aspetti istintivi e intimi della nostra personalità, dei quali non vogliamo parlare e che cerchiamo anzi di nascondere.

Così intesi gli animali non sono affatto antagonisti degli uomini, ma piuttosto una loro forzata emanazione. A volte, ci dice l’artista, hanno la funzione di proteggere la parte interiore della nostra personalità, così che possano sopravvivere i nostri sentimenti istintivi. Ed è così, ad esempio, anche nel caso di un serpente o una vipera avvolta alla testa della ragazza. L’artista mette in chiaro di riferirsi a un tratto originario della cultura cristiana, ossia Adamo ed Eva e la perdita del paradiso, che appare così da subito davanti ai nostri occhi. Il serpente però non rappresenta il peccato, ma un istinto primordiale non ancora abbattuto, come nel bambino, di cui anzi inizia ad impossessarsi.

 

Elisa Bertaglia lavora in serie, anche in formati molto grandi, a volte parte anche dipingendo direttamente su pareti, che riempie di visioni e fantasie con la meticolosità con cui lavora su formati più ridotti. La sua poetica muove da un dialogo privilegiato con la letteratura classica, evidente già a partire dai titoli dati alle opere: Populus, Alma Venus, Venatrix Diana, Profunde, Milky Way. Populus III è stato esposto nel Padiglione delle Accademie alla 53° Biennale di Venezia nel 2011.

A fianco dei dipinti si può vedere anche un video, per il quale l’amico compositore Riccardo Vaglini ha realizzato appositamente la musica. Come avviene nei quadri silenziosi, anche il video ci conduce in un cosmo fantastico e immaginario, che noi non leggiamo, ma di cui possiamo seguire le tracce. Il film è stato p

resentato per la prima volta nel 2010 a Venezia.

 

Elisa Bertaglia dice dei suoi lavori che lei vorrebbe dimostrassero come tra le superfici del mondo ve ne sia uno sotterraneo, fatto di inconscio interiore ed immaterialità.

 

Dr. Carmen Roll

 

 

Room # 104 Entrance : Untitled (Bluedbirds 2)- Oil pastel on paper. 2015

 

 

 

Untitled (Bluedbirds 4)- Oil pastel on paper. 2015

Untitled (Bluedbirds 4)- Oil pastel on paper. 2015

 

Untitled (Bluedbirds 4)- Oil pastel on paper. 2015

Untitled (Bluedbirds 4)- Oil pastel on paper. 2015

 

These artworks are for sale.

ACCENNI / ALLUSSIONS

Photo by Alberto Blasetti

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